Volerò disse il bruco …

La frase continua così ..” e tutti risero tranne le farfalle “. La frase, che sottolinea un atteggiamento di scetticismo e forse anche di pregiudizio, ben può ben descrivere la vicenda di Maria Sibylla Maier.

Siamo nel 1600 e anche se timidamente molte donne iniziano ad affermarsi in campi a loro per tradizione preclusi. La storia di Maria Sibylla interessante per molti motivi. Fu donna anticonformista e capace di credere nelle sue idee e di portarle aventi con determinazione e un pizzico di coraggio. Trasformandosi in scienziata ed artista fu capace di apportare un importante contributo agli studi di entomologia ( cioè sugli insetti )

Era nata a Francoforte nel 1647 ,era figlia di un incisore e editore Matthaeus Merian il Vecchio,  e quindi fin da piccola fu inserita in un ambiente dove cultura libri arte la facevano da padroni. Resta orfana a soli 3 anni, ma il nuovo marito della madre il pittore  il pittore di fiori Jakob Marrell, che presto si accorge del suo talento .La frequentazione dei laboratori prima del padre incisore e succesivamente del patrigno pittore, il contatto con i fratellastri e gli apprendisti aiutano Sibylla ad apprendere precocemente tante tecniche grafiche, incisorie e pittoriche. Inoltre frequenta una scuola, fatto raro tra le sue coetanee.

A 13 anni quindi inizia a dedicarsi alle raffigurazioni di insetti in paerticolare bruchi e farfalle .

« In gioventù mi dedicai a ricercare insetti: cominciai con i bachi da seta nella mia città natale di Francoforte. Osservai poi che essi, come altri bruchi, si trasformavano in belle farfalle notturne e diurne. Questo mi spinse a raccogliere tutti i bruchi che potevo trovare per osservarne la trasformazione. Ma, per disegnarli e descriverli dal vero con tutti i loro colori, ho voluto esercitarmi anche nell’arte della pittura. »

Presto raccoglie altri bruchi, li nutre e vede nascere altre farfalle, molto più belle di quella biancastra del bruco di seta. Per la credenze popolare della sua epoca bruchi e farfalle erano esseri abominevoli risultato di generazione spontanea originata dalla putrefazione o addirittura diabolici. Si credeva infatti che le farfalle fossero streghe trasformate che potevano rovinare panna e burro (“da qui il nome butterfly”).
Sibylla spiegava che i bruchi nascevano dalle uova deposte dalle farfalle, e le farfalle dalle crisalidi, tesi assurda e pericolosa secondo le idee della sua epoca, perchè metteva in crisi l’idea di una creazione unica e perfetta.

Ha 28 anni quando esce il suo primo libro che è dedicato ai fiori come campionario per le signore ricamatrici. A Norimberga esce anche il suo libro sui bruchi, in due parti (1679/83), in tedesco, che inizia con la descrizione del baco da seta, forse un espediente utile per togliere un po’ di timori e superstizioni legati ai bruchi parlando dell’origine dei tessuti nobili, ammirati da tutti. Il titolo è La metamorfosi meravigliosa dei bruchi e il loro curioso nutrimento floreale.

Con la pubblicazione si trovò quindi ad occupare la difficile posizione di ricercatrice in un ambiente esclusivamente maschile. I suoi studi, compiuti da autodidatta, sfidarono la credenza che gli insetti (considerati “bestie di Satana”) fossero il risultato di una generazione spontanea originata dalla putrefazione. Merian illustrònel suo libro con testi dettagliati e stupende incisioni acquarellate, l’evoluzione di oltre cento specie di farfalle.

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